News e consigli dell'esperto

In passeggiata con i bimbi in inverno

Con l'arrivo del'inverno le attività all'aperto sono principalmente quelle legate allo sci.

Con i nostri ragazzi, possiamo vivere bellissime esperienza a contatto con la natura invernale, seguendo dei percorsi escursionistici medio facili.

Ovviamente parliamo di bambini di almeno 8-10 anni, che siano già abituati alle escursioni;

Per i più piccoli parlare di ciaspole è presto, ma questo non vuol dire che non possano vivere delle bellissime esperienze camminando sulla neve battuta di una delle tante strade forestali delle nostre montagne.

L’importante è vestirli nel modo migliore e adeguato alle loro necessità, consentendogli, in primis di poter giocare con la neve senza bagnarsi e prendere freddo.

Ho pensato quindi utile scrivere alcuni consigli e suggerimenti su come prepararsi e vestirsi (o meglio dire vestire) i nostri ragazzi per affrontare una bella giornata sulla neve.

Ovviamente oltre all’abbigliamento e all’attrezzatura adatta bisogna anche saper scegliere il percorso adatto alle capacità dei nostri bimbi.

 

La prima volta con le ciaspole

Con l’arrivo dell’inverno, il pensiero corre subito alla neve e alle piste da sci;

Dopo gli ultimi inverni, passati senza poter sciare a causa delle restrizioni sanitarie è normale che in tanti si  iscrivano ai corsi di discesa, investendo un vero capitale per la settimana bianca in una delle tante rinomate località delle Dolomiti o dell’Appennino.

 Il nostro Appennino offre anche un'alternativa, che proprio negli ultimi anni ha trovato sempre maggior diffusione, ovvero le escursioni in ambiente innevato, principalmente con le ciaspole.

Certo camminare sulla neve non è facile né banale, occorre essere consapevoli di cosa ci aspetta, avere l’attrezzatura adeguata e meglio ancora farsi accompagnare da una Guida locale, che sappia farci vivere nei migliori dei modi questa esperienza bellissima.

Camminare nella neve è sinonimo di ciaspole, le mitiche racchette da neve utilizzate da tempi lontanissimi, e oggi, sempre più diffuse e disponibili sia per i bambini che per i grandi.

Nella scheda allegatà cercherò di darvi qualche indicazione e consiglio su come prepararsi al meglio a questa nuova esperienza.

Vi aspetto per accompagnarvi nei più bei percorsi del nostro Appennino Bolognese e Romagnolo.

 

Attenzione alle zecche

Chi pratica l'escursionismo sa che putroppo è possibile venire a contatto con queste poco simpatiche bestiole.

Occorre imparare sia prevenire il contatto che gestire un'eventuale morso, ovvero saper rimuovere correttamente l'animale dalla pelle, una volta che ha infilato la testa nel tessuto.

In commercio ci sono spray repellenti che aiutano a ridurre la possibilità di essere colpiti dalle zecche.

Altri accorgimenti da tenere presente sono:

Pantalone lungo

Evitare di sostare, sedersi direttamente sul prato (stendere un telo per terra)

Usare abbigliamento chiaro per individuare più facilmente animali che si muovono

Al termine dell'escursione fare un controllo completo del corpo per individuare eventuali animali attaccati o in movimento (meglio farsi controllare da un'altra persona).

In caso di zecca conficcata nella pelle, rimuoverla seguendo le indicazioni o eventualmente rivolgersi al medico.

 

Soccorso Alpino

Durante un escursione può succedere di rimanere vittime di un incidente, piccolo o grande, dalla semplice distorsione o scivolata al trauma cranico, ecc.

E' per questo che è molro importante frequentare l'ambiente montano sempre in compagnia e con la preparazione fisica e tecnica adeguata, ma se nonostante tutto succede l'imprevisto cosa dobbiamo fare?

Scriverlo è semplice, farlo richiede un po' di sangue freddo.

Prima di tutto pensiamo alla sicurezza propria e delle altre persone presenti.

Adesso ci possiamo dedicare all'infortunato e per prima cosa allertiamo il Soccorso Alpino o il 118

L'operatore che risponderà vi chiederà informazioni personali, sul luogo dell'incidente, sull'infortunato e quanto potrà essere utile alla squadra di soccorso.

La scheda allegata può aiutare a fornire un primo profilo dello stato dell'infortunato.

Per nessun motivo bisogna abbandonare il luogo da cui si chiama, rimanendo sempre reperibili per il soccorso.

Se nel luogo del sinistro non c'è segnale radio o telefonico, una persona deve cercare il segnale spostandosi ad esempio verso il crinale più vicino o verso il rifugio se a pochi minuti.

Interventi di primo soccorso è opportuno che siano fatte da una persona preparata, che abbia frequentato un corso apposito (consiglio a tutti di farne uno, sono sempre utili anche nella vita di tutti i giorni).

Nel sito del Soccorso Alpino trovate tante informazioni utili e i recapiti telefonici locali.